Antefatti
Come forse alcuni di voi avranno letto, questa notte il Torrino - quest'oasi felice di natura incontaminata, vialoni e architettura kitsch nella quale ho la fortuna di abitare - si è reso suo malgrado protagonista di un fatto increscioso, del quale (almeno da quel che so) ancora non si conoscono i responsabili: intorno alle 4 del mattino, circa quaranta auto sono state date alle fiamme tra le zone nord e sud del quartiere.
Questa, se non altro, la versione ufficiale diffusa dalla stampa.
Sebbene non nei dettagli, tuttavia, del fatto ero già stata portata a conoscenza verso l'ora di pranzo, dalla nostra inquilina Gerarda.
Ora, premetto brevemente questo: Gerarda è un nome di fantasia liberamente ispirato al nome del suo compagno, altresì nostro inquilino, che tutti chiamano, appunto, Gerardo. Ora, questo pseudonimo, che mi consente in questa sede di tutelare la reale identità della diretta interessata, è nato in realtà già da mesi, da quando cioè lei è venuta a vivere con lui. E quindi con noi. Da quel momento, loro nel mio cuore sono diventati "The Gerards'".
A coloro che biasimassero il mio contegno, tengo a specificare che, dal mio punto di vista, loro agiscono intenzionalmente a crearsi un alone di "gerardosità". Non posso pensare infatti che non sapessero cosa stavano facendo, quando ci hanno regalato dei semi di gerani da piantare in terrazzo. Chiunque, chiunque avrebbe potuto prevedere che quelle piantine, da quel momento, sarebbero state ribattezzate "i gerardi". Al di là di questo episodio eclatante, devo anche dire che il nome consente, a prescindere, degli spassosissimi giuochi di parole, che consistono perlopiù nel far terminare parole a caso con la desinenza del nome: "Gerarda sta preparando la frittarda? No. E chi la sta preparardo? Gerardo". E si ride, si ride molto.
A coloro che biasimassero il mio contegno, tengo a specificare che, dal mio punto di vista, loro agiscono intenzionalmente a crearsi un alone di "gerardosità". Non posso pensare infatti che non sapessero cosa stavano facendo, quando ci hanno regalato dei semi di gerani da piantare in terrazzo. Chiunque, chiunque avrebbe potuto prevedere che quelle piantine, da quel momento, sarebbero state ribattezzate "i gerardi". Al di là di questo episodio eclatante, devo anche dire che il nome consente, a prescindere, degli spassosissimi giuochi di parole, che consistono perlopiù nel far terminare parole a caso con la desinenza del nome: "Gerarda sta preparando la frittarda? No. E chi la sta preparardo? Gerardo". E si ride, si ride molto.
A ogni modo, più volte ho pensato di dedicar loro uno spazio in questo blog (ovvero uno spazio nello spazio di Paz), ma finora nulla mi aveva davvero motivata. Fino a oggi.
Fatti
Mi sto dunque apprestando a consumare il mio pasto, che Gerarda si manifesta, solare, e decide di interloquire con me:
- Oggi fa proprio caldo, eh? Meno male che tra poco torna Gerardo...
[No, non posso credere che non lo faccia intenzionalmente.]
Non attende risposta e prosegue, appassionata, mettendomi a parte del delittuoso episodio notturno in una inarrestabile cascata verbale. I termini della questione, così come me li presenta, sono pressappoco i seguenti:
- Ma hai sentito stanotte degli scoppi, verso le 4? Io avevo pensato ai cacciatori invece poi mi hanno detto che hanno dato fuoco a delle macchine a via degli Astri, in pratica pare quattro o cinque automobili, ma ti sembra possibile? Mah chissà, chissà poi chi è stato, forse dei ragazzini, forse per vandalismo che caspita ne so, però davvero mi ero preoccupata. Proprio degli scoppi eh, verso le 4, così: "pah! pah!" e ho scoperto che hanno dato fuoco a queste macchine... Mah dove andremo a finire... Che ne pensi?
Non rispondo. È da "avevo pensato ai cacciatori" che non la sto più realmente ascoltando. Perché sì, è un'ipotesi meravigliosa, molto più poetica del reale svolgimento dei fatti.
La fantasia galoppa, e in un baleno ha già ricostruito la scena.
Notte. I famosi Cacciatori del Torrino hanno poco tempo, prima che sorga l'alba. Ecco che, ancora protetti dal manto dell'oscurità, imbracciano i loro fucili e si appostano, silenziosi come Ermione a cui sia appena stato intimato di tacere, tra le palme dello Stardust.
La leggenda narra che fu loro, non dei pipistrelli né della bonifica, il merito di quello che sarebbe passato alla storia come lo Sterminio delle Zanzare, nel 2000. E ancor loro fu il merito della cattura della temibile pantera di via di Acqua Acetosa Ostiense, negli anni Novanta.
Eccoli dunque i nostri impavidi che, sinuosi come foche, si aprono una via verso il laghetto artificiale. È questa l'ora in cui le papere vanno ad abbeverarsi. Uno di costoro (un Cacciatore, non un papero), che per comodità chiameremo John, fa cenno agli altri di arrestarsi, di tacere. Lo sguardo corre veloce sull'acqua e si punta su un'oca che, vincendo la naturale ritrosia della sua specie, si fa largo tra le anatre per dissetarsi. Con movimento felino, John afferra il fucile da dietro la spalla, pronto a esplodere il colpo. Si avvicina furtivo, quand'ecco che, oh numi!, inciampa in una foglia di palma sradicatasi con l'ultimo monsone.
Segue una tipica, colorita imprecazione di Roma sud mentre John, gambe all'aria, plana scomposto sul proprio fucile.
Pah! Pah!
In seguito, concordarono di dire che qualcuno aveva dato fuoco a delle auto. Il mondo non era ancora pronto ad apprendere della loro esistenza. Loro, i Cacciatori del Torrino. Gli eroi che Roma sud non merita, ma di cui ha bisogno.
Post-fatti
Ora, si parla tanto di fake news e di post-verità, nozione questa che ho sempre trovato piuttosto scivolosa. Fino a oggi. Perché sì, è evidente che la mia versione dei fatti, molto più accattivante, guadagnerà presto, grazie a questo blog, la sua ufficialità.
Già immagino mille avventure, per i Cacciatori del Torrino.
Grazie a loro, peraltro, posso finalmente spiegarmi alcuni strani fenomeni di quartiere, come l'esistenza dei polloni, il misterioso proliferare degli arrotini, la natura reazionaria del vice-parroco (e la conseguente assenza di streghe e fattucchiere).
Pertanto, amici torrinesi (ma anche voi di Roma nord), se credete nella bellezza - non nella veridicità - della mia versione dei fatti, aiutatemi a diffonderla.
Che la leggenda abbia inizio.

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