xmlns:b='http://www.google.com/2005/gml/b' xmlns:data='http://www.google.com/2005/gml/data' xmlns:expr='http://www.google.com/2005/gml/expr'xmlns:fb='http://ogp.me/ns/fb#' xmlns:og='http://ogp.me/ns#'> Lo spazio di Paz: La straordinaria storia del pony goloso e del dito imprudente

domenica 24 febbraio 2019

La straordinaria storia del pony goloso e del dito imprudente

Il momento più alto di questa settimana è stato quando sono stata morsa da un pony. Una pony, a voler essere esatti. Il che non solo dovrebbe lasciar presagire, con una buona approssimazione, il livello degli altri attimi salienti dei giorni scorsi, ma potrebbe indurre - lo riconosco - una certa curiosità. L'ha indotta, per esempio, nel mio parroco, che questa mattina mi ha chiesto cosa ci facessi con un pony in casa. Per non parlare del veterinario che, stupito, mi ha domandato cosa ci facessi, piuttosto, con una mano nella bocca di un pony. Una mia amica, dal canto suo, ha trovato sensato domandarmi come mai mi trovassi da un veterinario. Insomma l'intero quartiere, ormai, è partecipe della vicenda.

Ma andiamo per gradi.

Naturalmente, a casa ho una gatta e un fratello, ma nessun altro animale, neppure un pony. Questa simpatica cavallotta si trovava dove ci si aspetta in genere di trovare un equino, ovvero in campagna. 
Ebbene eccomi lì che, piena di sentimenti di tenerezza verso questa cavallina bassotta e pelosona, decido di farmi annusare per farle una carezza. Lei mi annusa, mi dà un bacio sulla mano e una leccatina al pollice. Dopodiché, lo prende delicatamente tra i denti e, serafica, inizia a stringere. Io, che della prontezza di riflessi ho fatto uno dei miei motti di vita, inizio a protestare quando ormai lei ha deciso che quel che si è trovata in bocca, forse una carota dal sapore un po' strano ma tutto sommato gradevole, merita di essere masticato con maggiore convinzione. 
Con determinazione - non la mia, ovviamente - il pony viene persuaso a mollare la presa. Imperturbabile, mi lascia il dito e continua a masticare un immaginario, succoso cibo invisibile. Come a dire: me ne infischio, non mi cambia niente. Dopo La volpe e l'uva, i posteri narreranno de Il pony e il dito.
Morale della fiaba: mai far capire a un umano quanto sia buono il suo pollice, se costui non apprezza di lasciarselo ciancicare.
Morale della fiaba dal lato dell'umana: toh, una vicenda buffa da raccontare!
Il pollice viene prontamente disinfettato e fasciato, il dolore iniziale si fa sopportabilissimo, e la mia mattinata campestre prosegue in amenità.

Il tutto fino al pomeriggio, quando alcune amiche mi consigliano, per scrupolo, di farmi controllare il dito da un medico, per valutare se ci sia il rischio di un'infezione da tetano.

Ho 72 ore di tempo, nel caso, per farmi iniettare le immunoglobuline. Il che, nella mia mente sobriamente predisposta a romanzare le cose, si traduce subito in: ho 72 ore di tempo per farmi iniettare l'antidoto, prima che il letale veleno da pony mi arrivi al cuore.

Bene, mi dico. Vado al pronto soccorso, attendo quel che c'è da attenere, e risolvo.
Ed è qui che parte l'avventura. E' qui che la leggenda ha inizio.

Triage del pronto soccorso
- Buongiorno buongiorno!
- 'Giorno. Qual è il problema?
- Sono stata morsa da un pony.
- Da che?
- Un pony! Ha presente...?
Noto nell'infermiere un'involontaria contrazione del muscolo all'angolo della bocca.
- Dove?
Gli mostro il dito: - Proprio qui, vede?
Osserva i denti in bassorilievo nella mia carne per un momento.
- ...Senta, qui c'è da aspettare almeno sette-otto ore... Secondo me le conviene provare a vedere qual è il pronto soccorso con meno numero di accessi, c'è un sito che lo monitora in tempo reale...
- Ok. Ma sennò stavo leggendo questo elenco di ASL aperte nei giorni festivi: secondo lei...
- Oooooh bravissima! Stavo per dirglielo.
- Fanno anche antidot... immunoglobuline?
- Sì sì, vada lì!
Il suo entusiasmo crescente mi ha ormai contagiata:
- Benissimo! Allora... vado lì!
- Vada lì!
- Arrivederci!
- Arrivederci!

Rinfrancata da questa conversazione, trotterello fino all'ambulatorio sotto casa. Sbrigo le varie formalità per registrarmi, e vengo infine chiamata da una dottoressa.

ASL
- Salve!
- Ciao! Leggo qui nella tua scheda che... ti ha morso un pony?
- Mi ha morso un pony.
- Ma...
- Qui, guardi! - le mostro il dito, ormai quasi con orgoglio. Il segno del gradimento del mio pollice al palato equino si rivela in tutta la sua truculenza.
- Mmmm... Stai prendendo qualcosa?
- Una mia amica-medico mi ha prescritto l'antibiotico.
- Bene.
- Ma lei pensa che sia meglio fare una profilassi antitetanica, e mi ha consigliato di informarmi se...
Mi guarda, smarrita.
- Ma noi mica ce l'abbiamo!
- Non ce l'avete?
- Non ce l'abbiamo.
- Oh... Ma al pronto soccorso mi hanno detto di venire qui... E ora?
- Mmmm...
- Ma secondo lei serve fare st'iniezione?
- Beh, il dito un po' ti si è gonfiato... Ma ti fa male?
- Un po'. Ma quello può essere...
- Beh sì, anche il morso.
- ... il morso.
Rimaniamo un istante in silenzio. Alla fine, lei ha l'idea vincente:
- Aspetta! Chiamo il mio ex marito!
- Eh?
- E' veterinario!
Sto per dirle che mi spiace scombinare eventuali, precari equilibri familiari, ma lei ha già composto un numero:
- Tesoro, sai se papà è in clinica? [attimo di silenzio] Qui c'è una ragazza che è stata morsa da un pony... Sì esatto, un pony! Un cavallino, quelli piccoli e cicciotti - Ormai la vicenda sta assumendo contorni nazionali. Evidentemente, il figlio o la figlia della dottoressa si appassiona alla vicenda, perché lei gli/le offre altri dettagli.
Infine, avuta conferma che l'ex marito è di turno alla clinica veterinaria, lo chiama. Forse per la prima volta da settimane, o mesi, o anni. Solo per me.
- Sì ciao... Tutto ok. Senti... Qui c'è una ragazza che è stata morsa. Da un pony.
Sento una voce dall'altro capo del filo. Evidentemente, il dottore degli animali ha subito compreso la gravità della situazione e ne sta prendendo le redini (e l'immagine non è casuale).
La dottoressa termina la conversazione e riaggancia. Quindi, si rivolge di nuovo a me:
- Allora, ti aspetta in clinica, così dà un'occhiata alla ferita e, in caso, l'iniezione te la fa lui.

Già pregustando questo finale meraviglioso (essere salvata da un veterinario, come in Baby Boom!), sgambetto fino all'ambulatorio - lo stesso della mia gatta, peraltro - e, animata di nuovo vigore, entro.

Ambulatorio veterinario
- Buonasera! Io sono quella che è stata morsa dal pony!
Il dottore mi accoglie ridendo, e mi chiede come sia accaduta una cosa del genere.
- Quando lei dà una carota a un cavallo, poi la mano deve levarla eh!
- In realtà, la faccenda è ancora più umiliante, per me: non c'era nessuna carota.
- Niente carote?
- Niente carote. Sono andata proprio con il dito.
Altre risate. Questa vicenda sta portando il buonumore in tutto l'Eur.
- Ma questo ferocissimo pony... Com'era? Di quelli piccolini o di grandezza media?
- Qui la volevo! No no, era di grandezza media. Oserei dire anche leggermente sopra la media. Quasi un cavallo.
Si ride, si ride molto.
Dopo avermi osservato il pollice, il veterinario mi assicura che l'antibiotico che sto prendendo è più che sufficiente, perché la ferita è molto superficiale.
- Dunque niente iniezione?
- Mah no, niente iniezione!
- Me la rischio?
- Adesso non dica così!
- Voglio che lei sia franco con me, dottore.
- Ebbene... Non rischia!
- No?
- No.
Mi spiega le condizioni effettive di rischio, suggerendomi comunque di fare il richiamo del vaccino contro il tetano, se ho intenzione di continuare a frequentare questo pony.
- Mah, lui... lei in particolare no. Non credo che, dopo quanto accaduto, il rapporto sia recuperabile.
- Capisco...
- Sono cose che... "segnano".
Altre risate.
Dopo aver chiacchierato ancora brevemente, il veterinario mi rimette in libertà.

Come in ogni fiaba che si rispetti, è il caso di dirlo: tutto è bene quel che finisce bene.

La leggenda narra che, tra i magnifici viali dell'Eur, la magica fiaba del Pony goloso e del dito imprudente abbia riecheggiato di casa in casa, di voce in voce, regalando un sorriso a tutti gli abitanti del quartiere. E se anche a voi, lì al nord, capitasse di ascoltare, ormai già ammantata dalla veste immortale del mito, della straordinaria amicizia tra la trentenne svampita e il pony goloso, sappiate che tutto nacque qui, giù al sud, una mattina come tante.


4 commenti:

  1. Ma è una storia meravigliosa! Un pony carnivoro e velenoso!
    Aggiungerei: "cavallo curioso! Cavallo goloso!"

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  2. Non ti conosco e non conosco il pony ma, adoro il tuo modo di scrivere e adoro anche un po’ il pony :)

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