Spazientita da quell'imprevisto, la disponibile signora del bancone spedì il nostro Graeca Jones nella sala adiacente, dove (così assicurò) avrebbero saputo trovare una spiegazione alla misteriosa situazione. Tenendo delicatamente il volume sulla cognizione animale nel primo Settecento tra le braccia (in fin dei conti, si trattava pur sempre di un libro!), il nostro Graeca fece come gli era stato indicato. Venne così accolto da un altro disponibile impiegato il quale, sollecito, propose a Graeca di suddividersi i compiti: mentre lui andava a prendersi un caffè, Graeca sarebbe potuto andare ad indagare tra i cataloghi cartacei, al fine di appurare quale codice fosse ivi segnalato. Si trattava di una missione estremamente delicata, come il buon impiegato ebbe a dare ad intendere al nostro eroe: egli aveva i minuti contati. Un solo errore, e sarebbe stato definitivamente impossibile recuperare l'agognato testo di Tappersald in tempo utile per la consultazione, prima che la biblioteca chiudesse.
Calzando con decisione gli occhiali sul naso, Graeca Jones si avviò, con il suo passo dinoccolato, verso i cataloghi cartacei, sezione STRIM-TERQ. Ivi giunto, si diresse senza indugio alcuno verso il cassetto che gli interessava: TAN. Fu solo una volta apertolo, tuttavia, che si accorse con sgomento che... le schede non si trovavano in ordine alfabetico. La situazione sembrava disperata: i minuti trascorrevano, inesorabili, sottraendogli la speranza di poter entrare in possesso del volume prima della chiusura della biblioteca. Mantenendo il suo consueto sangue freddo, che anche in situazioni così estreme gli permetteva di valutare esattamente come agire, Graeca Jones scoprì un fatto interessante: non tutte le schede si trovavano in disordine, ma solo la prima decina. Dieci schede esatte. Un caso? O, forse, dietro questa apparentemente immotivata disorganizzazione si celava qualcosa di ben più serio? Ma Graeca non aveva tempo per riflettere. Con determinazione, senza lasciar trapelare la tensione che gli dilaniava i nervi, finalmente trovò la scheda che gli interessava; appuntato quindi su un foglio il codice del volume ivi segnato, lo confrontò mentalmente con quello che, invece, riportava il catalogo elettronico: NON COMBACIAVANO. Oh, ma non c'è tempo per riflettere! Presto, Graeca, il tempo incalza! Richiuso energicamente il cassetto, il giovane si precipitò ad effettuare nuovamente la richiesta. Aveva solo un'ora e mezza per ottenere il volume e riuscire a consultare l'articolo di Tappersald, ma SAPEVA che ce l'avrebbe fatta. ...Erano solo 12 pagine.
Ore 18.57 di un umido pomeriggio autunnale. Stancamente, l'astro solare scendeva oltre l'orizzonte, illuminando di una luce rossastra i muri, le panchine, ma soprattutto le piante rare della Biblioteca nazionale centrale. Nel parco, un grosso gatto tigrato si crogiolava, sornione, godendo del calore degli ultimi raggi solari. Ad un tratto, il suo sguardo ambrato si posò sulle porte automatiche del grosso edificio che, proprio in quel momento, si stavano aprendo silenziosamente, lasciando intravedere la figura di un giovane uomo che si apprestava a varcarle. Un raggio crepuscolare lo illuminò mentre si avvicinava. Dopo averlo salutato, il ragazzo fece una carezza al gatto e, vedendo che questo gradiva le attenzioni, iniziò a grattargli la schiena.
Sorrideva, e nel suo sguardo, fiero dietro un paio di occhiali dalla montatura nera, per un istante balenò una luce di trionfo. Prendendo l'iPod dalla tasca dei pantaloni, il giovane si avviò verso la metropolitana a grandi falcate; le mani lungo i fianchi, un cavo bianco che spuntava allegramente dalla tasca anteriore dello zaino.
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